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Bambini-soldato, un convegno per comprendere il fenomeno

bambini-armati.pngSi è tenuto in Campidoglio Mercoledì scorso (leggi 23 Giugno 2009) l’incontro internazionale “Bambini e giovani colpiti dai conflitti armati: ascoltare, capire, agire”.

Meeting promosso da Ministero degli Affari Esteri e Comune di Roma, in collaborazione con l’Ufficio del Rappresentante Speciale del Segretario Generale ONU per i Bambini nei Conflitti Armati, UNICEF, Save the Children, UN Department for Peacekeeping Operations, Network dei bambini e giovani colpiti da conflitti armati (NYPAW).

Negli ultimi decenni i bambini sono sempre più coinvolti nei conflitti in corso in tutto il mondo, sfruttati nelle guerre degli adulti come facchini, servitori, schiavi sessuali e anche come soldati. L’incontro affronta in particolare il problema dei bambini soldato e la necessità di costruire un ambiente protettivo per i bambini durante i conflitti ed esamina, attraverso le testimonianze di ragazzi e ragazze che hanno subito le conseguenze delle guerre, di esperti di agenzie ONU, ONG e di autorità italiane, le “buone pratiche” per il reinserimento sociale.

Per illustrare il fenomeno, in piazza del Campidoglio è allestita la mostra fotografica “Bambini di guerra: l’infanzia spezzata”, curata dall’Ufficio del Rappresentante Speciale del Segretario Generale ONU per i Bambini nei Conflitti Armati, con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e in collaborazione con Save the Children. La mostra si avvale anche della collaborazione dell’Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, della Sovraintendenza ai Beni Culturali, con l’apporto tecnico-scientifico dei Musei Capitolini.

All’apertura del convegno il sindaco Alemanno ha sottolineato l’importanza della collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri per valorizzare la portata internazionale dei messaggi di solidarietà e, a conclusione del suo intervento, ha dichiarato: “…Per quanto riguarda Roma, siamo convinti che affrontare questo problema nel mondo ha riflessi immediati anche sul nostro tessuto sociale, perché crea consapevolezza del ruolo dell’infanzia e della gioventù nello sviluppo di una società sana. Per questo come Comune di Roma abbiamo finanziato quest’anno alcuni progetti di cooperazione decentrata mirati a favorire il reinserimento dei bambini soldato nella società civile, per esempio nella provincia del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo. Continueremo a farlo”.

(25 Giugno 2009)

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