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Rimproveri e sgridate sono inutili. Servono regole, esempi e fermezza

«La realtà dei bambini ha tre dimensioni, non è piatta come uno schermo. Ecco perché loro imparano ascoltando, guardando e soprattutto imitando gli altri.

E a spiegarlo è niente meno che Stefano Vìcari, primario di neuropsichiatria all’ ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma.

Qual è il suo consiglio per educare un bambino? «Rimproveri, proclami e sgridate lasciano il tempo che trovano. Per educare i figli è importante dare l’ esempio. I bambini osservano moltissimo quel che fanno gli adulti e l’ imitazione è uno dei metodi di apprendimento più efficaci. Per questo, nonostante gli impegni di lavoro, è importante che i genitori passino molto tempo insieme ai figli piccoli. E se si affacciano dei disturbi del linguaggio, consigliamo sempre l’ asilo nido. Insieme ai suoi coetanei, un bambino progredisce più rapidamente».

Qual è il problema educativo che nota più frequentemente, svolgendo il suo lavoro? «Manca la capacità di dire “no” ai figli, e poi di mantenere ferma la propria posizione. I bambini non sanno quali sono i limiti da rispettare. È compito dei genitori insegnarglielo. In questo bisogna evitare di essere ambigui e avere il coraggio di imporre dei divieti fermamente».

(17 Aprile 2011)

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