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Un Cocktail di Batteri Buoni per Proteggere i Bambini d’Inverno

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Batteri nel bicchiere per proteggere i bambini d’inverno.

Se durante la stagione fredda si aggiungono alla dieta supplementi quotidiani ad hoc di probiotici e prebiotici, il piccolo si ammala di meno e salta meno giorni di scuola.

A dettare la ricetta del ‘cocktail’ salva-bimbi, che promette di ridurre del 25% il rischio di infezioni, è il team di Mario Cazzola dell’università di Roma Tor Vergata, in uno studio presentato al 20esimo Congresso annuale della Società europea di medicina respiratoria (Ers), in corso fino mercoledì a Barcellona.

Lactobacillus helveticus R-52, Bifidobacterium infantis R-33, B. bifidum R-71 e fructo-oligosaccaride: tre probiotici (microbi vivi alleati della salute) e un prebiotico (sostanza amica della flora batterica intestinale). Questi gli ingredienti ‘collaudatì dai ricercatori italiani, durante l’inverno 2006-2007 su 135 bambini sani dai 3 ai 7 anni.

Nella stagione invernale precedente, i piccoli reclutati avevano sofferto di almeno 3 episodi di disturbi gastrointestinali, broncopolmonari o delle alte vie respiratorie. Il campione è stato diviso a caso in due gruppi: uno riceveva il supplemento misto e l’altro placebo, tutti i giorni per 3 mesi.

Risultato: la metà dei bimbi che avevano assunto il cocktail non si ammalava per tutto l’inverno, contro il 32,9% del gruppo controllo (rischio relativo di infezione ridotto di un quarto). Fra i piccoli aiutati dai batteri, inoltre, solo il 25,8% perdeva uno o più giorni di scuola, contro il 42,5% del gruppo placebo. Nessun effetto collaterale legato al mix è stato registrato. In futuro, il cocktail ‘made in Italy’ potrebbe rappresentare una speranza anche contro asma e allergie.

«In studi preclinici – spiega infatti Cazzola – questa particolare preparazione probiotica ha dimostrato di influenzare diversi tipi di risposta immunitaria (mediata sia dai linfociti Th1 che dai Th2), indicando quindi possibili implicazioni nella gestione e nella prevenzione di malattie allergiche come l’asma». Cazzola precisa: «Ovviamente sarebbe semplicistico affermare che una singola supplementazione possa bastare a controllare tutte le manifestazioni allergiche». Ma secondo l’esperto, il dato preclinico suggerisce l’opportunità di approfondire tutte le potenzialità del mix pro-prebiotico. «Considerando il possibile impatto clinico e sociale di questo trattamento – conclude l’autore – dovrebbero essere avviati uno studio più ampio e altri test in vivo, per identificare i meccanismi immunologici alla base dei benefici individuati».

(23 Settembre 2010)

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