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Il Passeggino, che incubo!

Passeggino che disdetta. Sembrerà una strana affermazione eppure pare sia il pensiero più ricorrente delle mamme a spasso con i propri piccoli per le grandi metropoli nostrane.

Evidente contraddizione in un paese come l’Italia dove sempre più profonda è la convinzione di una lotta seria allo smog nelle grandi città, con conseguente riduzione nell’uso delle autovetture.

Così una volenterosa famiglia decide di avventurarsi per Milano (ma siamo più che certi che lo stesso accade quotidianamente anche a Roma) a piedi e metropolitana.

Ecco il loro racconto.

«Con il traffico bloccato in città, io, Pier e i nostri due bimbi di 8 mesi e due anni e mezzo, Matteo e Siria, abbiamo deciso che non era giusto rimanere imprigionati in casa, nonostante la pioggia.

D’altronde la mamma di Germana (nostra cara amica) vive all’Elba e non è che sia proprio all’ordine del giorno, un pranzo cucinato da Maria a Milano!

Peccato, però, che Germana e Paolo (con Giulia e Chiara) vivano in zona Sant’Agostino e noi in zona Brenta. Nessun problema: si può andare in metrò, tempo stimato, cambi inclusi, circa mezz’ora. Devo dire che siamo stati decisamente ottimisti.

Le carrozze erano sempre piene e per noi, con ben due passeggini, era sempre impossibile trovare posto. Una volta saliti, abbiamo avuto la cattiva idea di scendere in Duomo per cambiare linea del metrò (dalla Gialla alla Rossa), fare un altro cambio (per la Verde) alla Stazione Cadorna, fino alla fermata di Sant’agostino. Gli ascensori non funzionavano e le scale mobili non si dovrebbero usare con i passeggini…. E come si fa allora? Mi piacerebbe saperlo.

Il peggio, però, è stato in Sant’Agostino: l’ascensore non esiste e la scala mobile NON funzionava. Esiste solo una rampa di scale con un numero infinito di gradini. Abbiamo chiesto aiuto al personale Atm che ci ha consentito di usare il montacarichi, un passeggino alla volta, con un tempo medio di risalita di circa 15 minuti. L’alternativa era mettersi i (due) passeggini in spalla.

Un’esperienza da dimenticare. Ovviamente al ritorno abbiamo prenotato un taxi. Piccola nota dolente che, appena entrati nell’auto, il tassametro era già a 9,50 euro».

(28 Marzo 2011)

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